Nato a Ortelli, vicino a Lecce, nel 1863, Giuseppe Casciaro, dapprima avviato agli studi classici da uno zio paterno, incominciò a frequentare la scuola di disegno di Paolo Maria Stasi. Vista la sua attitudine alla pittura, fu inviato a Napoli nel 1883, dove si iscrisse all’Istituto di Belle Arti e qui, dopo i primi due anni fu ammesso ai corsi di Gioacchino Toma. Conquistata la stima di Domenico Morelli e di Filippo Palizzi, ne frequentò assiduamente i rispettivi atéliers. Dopo un inizio abbastanza incerto, in cui le influenze romantiche e veriste si mescolavano all’interesse per la pittura di paesaggio, abbandonò la pittura a olio, essendo stato colpito da alcuni lavori a pastello di Francesco Paolo Michetti esposti alla Promotrice di Napoli del 1885. Da questo momento sperimentò la tecnica del pastello in maniera febbrile e incessante, divenendo uno dei protagonisti del migliore paesaggismo napoletano. Dal 1887, anno in cui esordì alla Promotrice napoletana con ben undici pastelli, divenne assiduo espositore alle annuali mostre organizzate dalla Società fino al 1911. Nel 1890, trasferitosi al Vomero, utilizzò gli splendidi paesaggi offerti dalla collina dei Camaldoli e di Capodimonte come soggetti di molte sue opere. Il suo patrimonio culturale si arricchì attraverso l’esperienza parigina. Giunto a Parigi dietro invito del potente mercante Goupil, che gli propose di lavorare per lui, e di allestire addirittura una sua mostra personale, Casciaro fu suggestionato, attraverso le opere di Degas e De Nittis, dagli esiti della ricerca impressionista. Sempre pronto ad accogliere nuovi stimoli che consentissero la crescita del mezzo espressivo, fu non solo un appassionato collezionista, ma anche un intellettuale attento, in rapporto con ambienti artistici e letterari napoletani e dell’intera penisola. Nel 1906, all’Esposizione Nazionale di Milano, per l’inaugurazione del traforo del Sempione, fu presente con ben cinquantadue opere, ottenendo un grande successo di vendita. Partecipò pure alle più importanti mostre nazionali e internazionali: Palermo (1891-92), Torino (1892, 1896, 1898, 1902), Parigi (1892-1900, 1902, 1906, 1909, 1911, 1914), Roma (1893, 1895-1896, 1905-1906, 1908, 1910), Anversa (1894), Venezia (1895-1910), Monaco (1895-1901), Berlino (1896), Barcellona (1896, 1898, 1907, 1911), Firenze (1896-1897), Glasgow (1901), Pietroburgo (1898, 1902), Rimini (1909), Buenos Aires (1910), Santiago del Cile (1910). Ottenne anche numerosi premi e riconoscimenti, come la medaglia d’argento a Barcellona nel 1896 e le medaglie d’oro a Digione nel 1898 e ad Atene nel 1903. Negli ultimi anni di vita ricevette la nomina di professore onorario degli Istituti di Belle Arti di Napoli e Urbino. Si spense a Napoli nel 1941.