(Milano, dal 15 aprile al 2 luglio)
Dopo lo straordinario successo della mostra Vita a Venezia. Colore e sentimento nella pittura veneta dell'800, che in un mese ha contato oltre duemila visitatori, la Galleria Bottegantica di Bologna rinnova al pubblico l'invito a visitare la nuova sede espositiva in via Manzoni a Milano, con una nuova rassegna dal titolo Dipingere la luce. Tendenze del naturalismo nella pittura italiana dell'800, a cura del suo direttore Enzo Savoia.
In mostra, dal 15 aprile al 2 luglio, opere dei più noti maestri dell'Ottocento italiano: Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Giovanni Boldini, Ulisse Caputo, Giuseppe Casciaro, Luigi Conconi, Fabio Fabbi, Giovanni Fattori, Arnaldo Ferraguti, Achille Formis Befani, Eugenio Gignous, Pio Joris, Vincenzo Irolli, Silvestro Lega, Pompeo Mariani, Filippo Palizzi, Alberto Pasini, Silvio Poma, Attilio Pratella, Daniele Ranzoni, Federico Rossano, Giulio Aristide Sartorio, Pietro Scoppetta, Telemaco Signorini, Aurelio Tiratelli, Achille Tominetti, Francesco Vinea.
Per l'occasione sono stati selezionati 25 dipinti di notevole bellezza che esemplificano in modo compiuto le tendenze del naturalismo nella pittura italiana tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi del Novecento. Esempi sono il suggestivo Effetto di luce a Riomaggiore di Telemaco Signorini; la raffinata composizione del Parco di Monza di Pompeo Mariani; gli accesi cromatismi del Venditore ambulante a Costantinopoli e Cavalieri nel cortile di Alberto Pasini; la dolce solarità di Gignese di Mosè Bianchi e del Menestrello di Francesco Vinea; il seducente dinamismo del Nudo di donna dai capelli rossi di Giovanni Boldini; il suggestivo silenzio evocato da La rosa bianca di Giuseppe Casciaro; fino ai variopinti Napoli vista dall'alto di Attilio Pratella e La moglie dell'artista sulla terrazza di Posillipo di Vincenzo Irolli.
La mostra si articola intorno al tema fondamentale del "dipingere la luce" su cui molti artisti italiani del secondo Ottocento fondarono la loro personale ricerca pittorica. Lo studio della luce, unito a quello del colore, ha caratterizzato, infatti, il movimento dei macchiaioli, della scapigliatura, gli artisti attivi in quegli stessi anni in Francia, come pure quelli di scuola romana e napoletana.