Angelo Morbelli, Ballerina a riposo

Angelo Morbelli, Ballerina a riposo, 1909
Angelo Morbelli, Ballerina a riposo

All’universo adolescenziale delle ballerine Angelo Morbelli dedica una serie di tele in cui testimoniano una maturità artistica mai raggiunta prima, specie per l’audace impaginazione e per una nobiltà semplice e naturale di ordine e di atteggiamento.

Non vi troviamo alcuna volontà narrativa, alcun dettaglio, né animazione nello sfondo. Allo scopo di evocare la semplicità e la purezza, Morbelli sceglie l’immagine archetipa - primitiva, verrebbe da dire - di giovani fanciulle, ancora adolescenti, in momenti di riposo o di intimo raccoglimento, sospese in un sentimento profondo di luminosità che attraversa e impregna le cose.

L’ambiente dove sono calate è astratto: un ‘non luogo’, dove il tempo si è fatto d’improvviso antico. Queste fanciulle non ci guardano, il loro atteggiamento suggerisce un distacco dal mondo esterno, al punto da risultare difficile - quasi impossibile - qualsiasi contatto con esse, con il loro sguardo, i loro pensieri, la loro storia.

Ballerina a riposo è uno dei momenti più alti raggiunti in arte da Morbelli, dove la visione si piega al sentimento, grazie anche a un uso sapiente e controllato dell’illuminazione e all’elegante messa in posa di queste giovani creature che - diversamente da quelle di Degas - celano con imbarazzo il proprio corpo, mentre le loro mani si raccolgono in gesti prossimi alla preghiera.

Angelo Morbelli
(Alessandria 1853 - Milano 1919)

Ballerina a riposo, 1910
Olio su tela, 95 x 60 cm
Firmato in basso a sinistra: Morbelli

Provenienza: collezione privata, Milano

 

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