Antonio Mancini, Acque basse

Antonio Mancini, Acque basse, 1874, olio su tavola
Antonio Mancini, Acque basse

Complessa è la natura dello ‘Stil Novo’ che Antonio Mancini inventa. Essa è insita nell’armonia dei suoi colori e nella particolare natura del suo dipingere: armonia rara e sottile, composta da una specifica scelta di toni e da una personale maniera di impiegarli.

Pittura raffinata la cui materia possiede una analoga - se non la stessa - purezza cristallina che troviamo solo in Caravaggio e in Vermeer.

Ciò è evidente osservando quadri come Acque basse, Dopo lo studio e La paglia rotta, straordinari brani d’interno giocati su una alternanza di chiari e di scuri, di luci e di ombre, dove l’osservazione del reale mai si abbandona all’aneddoto o alla analisi letteraria. Gli scugnizzi dei vicoli sono ora raffigurati nella penombra di povere stanze, in atto di leggere, studiare, meditare, addormentarsi stanchi sui libri: un desiderio di apprendere che è anche desiderio inappagabile di un mondo diverso. Specie in Acque basse l’attenta descrizione del vero si fa evocazione commossa di una realtà dalla misura antica, e il racconto si piega a soluzioni puramente pittoriche, dal delicato vibrare e effondersi delle luci e delle ombre al sottile dosaggio dei rapporti tonali, alla raffinata sensibilità della soluzione spaziale.
L’immagine dei due fanciulli affamati, di efficace penetrazione psicologica, soprattutto nei volti assorti in un pensiero lontano, compone un perfetto equilibrio pittorico con l’umile interno in cui sono collocati - quasi un Vermeer di fine Ottocento - la cui materia cromatica improvvisamente si aggruma e si illumina nelle forme. La costruzione resta comunque solida, di un colore così evidentemente puro, al punto che gli oggetti ritratti hanno il peso e i valori che dovevano avere nel momento in cui il dipinto fu eseguito.

Antonio Mancini
(Roma 1852 – 1930)

Acque basse, 1874
Olio su tavola, 80 x 130 cm
Firmato e datato in basso a sinistra: A. Mancini 1874

Provenienza:
G. Giosi, Napoli; Raccolta T.M.R., Roma (1953); collezione privata, Roma; Raccolta Mazzetelli, Roma; collezione privata, Firenze