Domenico Morelli, L'amore degli Angeli

Domenico Morelli, L'amore degli Angeli, 1892
Domenico Morelli, L'amore degli Angeli, 1892

L'opera si colloca nella stagione artistica più matura del maestro napoletano quando, in anni di ascesi simbolista, la sua espressività si evolve in senso moderno e i valori dell'immaginario - che da sempre hanno alimentato la sua arte - si adattano a nuove esperienze, cambiando il suo stile in modo più sciolto e conciso, in direzione dei valori formali del clima moderno del Simbolismo europeo.

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Domenico Morelli aveva letto il famoso romanzo dell'irlandese Thomas Moore L'amore per gli angeli, da cui trasse ispirazione molti anni prima dell'esecuzione del nostro dipinto, utilizzando la traduzione italiana, diffusa grazie ad Andrea Maffei nel 1836, suggerita a Morelli da Pasquale Villari intorno al 1851, come conferma la sua lettera.

La scena ricorda un passaggio tanto breve quanto intenso, descritto dal poema di Moore: l'esilio degli angeli sulla terra, interpretato da Morelli con un materiale compositivo ricco di spiritualità, in un'atmosfera naturalistica studiata dalla verità ma alle soglie dell'irreale.

Domenico Morelli
(Napoli 1826 - 1901)

L'amore degli Angeli, 1892
Olio su tela, 71 × 112 cm
Firmato e datato in basso a sinistra: D. Morelli / Napoli 1892

Provenienza:
Ruperto Ovalle, Santiago (Chile); Private collection, Milan.