Emilio Longoni, La voce del ruscello

Emilio Longoni, La voce del ruscello, 1904 Olio su tela
Emilio Longoni, La voce del ruscello

Capolavoro assoluto della pittura simbolista di Emilio Longoni è la serie di opere raccolte sotto il titolo di La voce del ruscello, tutte eseguite in alta quota, e precisamente sul massiccio del Bernina, tra il 1901 e il 1904, ma indipendenti l’una dall’altra per storia espositiva, mercato e fortuna critica.

L’opera in esame, in particolare, è la seconda versione della serie, premiata con la medaglia d’argento alla Esposizione Universale di Saint Louis del 1904, in occasione della quale figura con il titolo The Murmur of the Brook. Nel concepirla Emilio Longoni ha voluto rendere omaggio ai grandi panorami alpini dell’amico e collega Giovanni Segantini, scomparso nel 1899.

Il luogo ritratto è quello posto in prossimità del Lago Bianco del Bernina, in Engadina (Svizzera), dalle cui acque cristalline affiora la massa granitica dello scoglio roccioso, che funge da filtro visivo e cromatico fra il secondo piano acquifero e il vasto ghiacciaio dello sfondo.

Per ognuno di questi elementi il pittore adotta una diversa tecnica pittorica con il fine di ricrearne la particolare essenza: una tramatura a sottili filamenti orizzontali di lapislazzulo puro per le trasparenze glaciali dello specchio d’acqua; pennellate frante e sovrapposte per la secolare stratificazione minerale della roccia; una stesura a impasto cremoso e sfumato per l’effetto di lontananza della catena alpina, venata da lingue di ghiaccio.

Al centro del masso roccioso siede una giovane figura femminile dalla lunga chioma rossastra - eterea come una musa preraffaellita - accanto alla quale zampilla un ruscello scaturito dal lago alpino; la fanciulla - personificazione dell’armonia - si inclina verso la sorgente d’acqua per imitarne il suono con la cetra che reca fra le mani.

Attraverso l’uso dell’allegoria Longoni cerca di ricreare in immagini sulla tela la melodia della natura e il valore rigenerativo della stessa al fine di penetrare il segreto senso delle cose, e scoprire in esse messaggi reconditi.

Gli aspetti umili e consueti di questo silente paesaggio d’alta quota - che si sviluppa in larghezza come su uno schermo panoramico - sono colti nella loro oggettiva precisione ma, già trascelti dietro intime suggestioni, si caricano nel contempo di un valore simbolico e affettivo: diventano elementi di un mondo dove ancora è possibile l’umana commozione, dove è possibile trovare una alternativa in altri cieli, ma anche in altre dimensioni del vivere.

Emilio Longoni
(Barlassina 1859 – Milano 1932)

La voce del ruscello, 1904
Olio su tela, 100 x 140 cm
Firmato in basso a destra: Emilio Longoni

Provenienza:
Pietro Curletti, Milano (dal 1906); eredi Curletti, Milano; Fiorenza De Gaspari Longoni, Milano (dal 1940 circa); collezione privata, Milano