Giacomo Balla, Compenetrazione foglie + cielo + luce

Giacomo Balla. Compenetrazione foglie + cielo + luce, 1929. Olio su carta intelata. Galleria Bottegantica
Giacomo Balla. Compenetrazione foglie + cielo + luce, 1929

Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, intorno al 1920, la poetica futurista di Giacomo Balla è rivolta soprattutto all'indagine dei movimenti cosmici e delle forze che essi generano.

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In linea con le filosofie teosofiche e spiritualiste ampiamente condivise nel periodo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, la sua poetica rappresenta le forze spirituali (le "passioni") che, con la loro energia, hanno contribuito a muovere gli elementi naturali.

Allo stesso modo iniziava la serie delle mareggiate (studiate durante una visita di due settimane a Viareggio, nel settembre 1919), sulle forze espansive della Primavera (iniziata nel 1916, con la serie sulla Morbidezza della Primavera, realizzata con gli studi sulle stagioni e poi suggellata dal capolavoro Sorge l'idea nel 1920), le Trasformazioni di forme dello Spirito dal 1917 al 1918, nonostante proiezioni più interiorizzate come Verso la notte e Autostato dell'anima.

Giacomo Balla crea e perfeziona un repertorio di temi e forme originali che si sviluppa anche in ambienti pubblici e privati (Bal Tik Tak, 1921, arredato da Casa d'Arte Bragaglia, 1922), che decora con genialità scintillante. Linee di forza, linee spaziali, linee di movimento, forme sonore, linee di velocità, forme plastiche, vortici, diventano un linguaggio di base, scrupolosamente formalizzato, che organizza composizioni sempre più complesse e articolate, dove si ritirano progressivamente in forme di meccanica geometrica, di incandescente ingegno e brillantezza cromatica. Ciò contribuisce ancora una volta, intorno al 1923, a una fase sintetica data la sua "meccanica" futurista (Aerorumor, Numeri innamorati, ecc.).

In questo dipinto Giacomo Balla rappresenta la compenetrazione delle forme naturali in un movimento vitale che diventa metafora delle stesse forze energetiche che animano il mondo. Secondo le credenze teosofiche dell'artista (condivise con altri grandi pittori astratti europei dell'epoca: Kandinsky, Malevic, Mondrian, Kupka ecc.), gli elementi materiali sono generati e coordinati da flussi vitali invisibili e forze magnetiche che determinano lo scheletro invisibile e astratto dell'universo.

Giacomo Balla
(Torino 1871 - Roma 1958)

Compenetrazione foglie + cielo + luce, 1929
Olio su carta intelata, 94 x 30,5 cm
Firmato in basso a destra: BALLA

Provenienza:
Casa Balla, Roma; Eredi Balla, Roma (fino al 1993); collezione privata, Roma