Giacomo Balla, Paesaggio di Villa Borghese

Giacomo Balla, Paesaggio di Villa Borghese, 1910, olio su carta intelata
Giacomo Balla, Paesaggio di Villa Borghese

Giacomo Balla si trasferisce nel 1904 in un monastero situato all’angolo fra via Paisiello e via Nicolò Porpora a Roma, al margine nord est del parco di Villa Borghese.

Dalle finestre della sua abitazione il Giacomo Balla osserva e dipinge ciò che vede dal balcone del suo studio, o subito fuori della porta dell’abitazione. Fino al 1910, anno in cui realizza la splendida opera Paesaggio di Villa Borghese, il tema della natura ai confini della città diventa per Balla ciò che per Paul Cézanne è stata la “Montagne Sainte Victoire”: materia da studiare e indagare, da scarnire fino all’astrazione.
 
Questo lavoro fa parte della prima produzione pittorica, non ancora futurista, piuttosto rivolta al tema della natura ai margini della città, a quella materia da provare e riprovare per poi scarnire fino all’astrazione. Qui, notiamo il desiderio di natura, di ritrarla dal vero con pennellate sottili o a strati scuri, con trasparenze di luce che sfocano i contorni e gli donano un incredibile aurea energetica.

Giacomo Balla percorre le istanze dell’impressionismo, del ritratto en plein air, nelle vedute di Villa Borghese, nelle Rondini, nelle figure o negli alberi immersi in un verde multiforme e multicolore.

Giacomo Balla
(Torino 1871 - Roma 1958)

Paesaggio di Villa Borghese, 1910
Olio su carta intelata, 47 x 67,5 cm
Firmato in basso a destra: Balla
Al retro, iscrizione autografa: Villa Borghese / Balla 1910

Provenienza: collezione privata, Milano