Giovanni Boldini, Il Pastello Bianco (Ritratto di Emiliana Concha de Ossa)

Giacomo Balla, Sorge l’Idea, 1920 circa, olio su tavola
Giacomo Balla, Sorge l’Idea

Tra sei «grandissimi ritratti a pastello, tutti di Signore americane»eseguiti nei primi mesi del 1888, Boldini annoverava quella della signorina Emiliana Concha de Ossa, «una giovinetta di 18 anni bella come un amore», la minore delle tre sorelle nipoti del diplomatico e amatore di belle arti cileno Ramón Subercaseaux.

Nel 1889 presentato (insieme ad altre opere fondamentali tra le quali il Ritratto di Giuseppe Verdi e il Ritratto di signora in abito bianco) all’Esposizione Universale di Parigi (tra i più sfarzosi eventi pubblici della Terza Repubblica), per la quale il pittore era commissario della Sezione italiana, il pastello ottenne la medaglia d’oro e riscosse unanime e entusiastico plauso, sancendo la fama di Boldini quale sublime interprete e testimone del sofisticato bel mondo internazionale. «Una figura di giovinetta di una distinzione senza pari, vestita di mussola bianca, quasi trasparente […] il volto sorridente, il mento sottile che finisce a punta, con una leggiadria dolce e spiritosa […] figura d’angelo o di fidanzata o semplicemente di signorina che accorda il sospirato waltz». Una sinfonia di bianchi – «bianchi di crema, di neve, di carta lucida, di metallo nuovo, i bianchi degli abissi e dei confetti, i bianchi esasperati», scrive Colette – e nel quale canta il nero del nastro di velluto che cinge il collo esile per dare maggiore risalto al pallore dell’incarnato della fanciulla. I lillà bianchi appuntanti alla scollatura dell’abito, il gioco delle pieghe che asseconda la posa delle mani guantate – «posa di giovinetta che non sa bene cosa fare delle proprie mani perché ancora non conosce l’arte sottile dei gesti provocanti e leziosi»– formano un insieme di grazia giovanile e pudica che rivela la sottile psicologia del pittore.

Di questo dipinto scintillante, di un fascino straordinario ed ipnotico, istante di grazia rubato – ma anche ben meditato: ne esistono infatti diversi studi preparatori – ad uno dei suoi prediletti «fiori di serra […] miracoli di leggiadria […] che pareva investire col suo ardito pannello», Boldini non volle privarsi; immediatamente eseguì questa seconda versione, di pari valore, che i committenti portarono in Sudamerica, mentre l’originale, rimasto nell’atelier, venne poi donato dalla vedova Emilia Cardona al governo che lo destinò alla Pinacoteca di Brera di Milano.

 

GIOVANNI BOLDINI
(Ferrara 1842 - Parigi (F) 1931)

Il Pastello Bianco (Ritratto di Emiliana Concha de Ossa), 1888

Pastello su tela, 225 x 123 cm

Firmato e datato in basso a destra: Boldini 1888

PROVENANCE:

Concha de Ossa collection, Santiago Chile; Private collection, Geneva

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