Alberto Savinio, Materia in trasformazione, 1951
1951

Alberto Savinio
Materia in trasformazione

Nei dipinti a tempera realizzati nei primi anni Cinquanta da Alberto Savinio compaiono nuovi tipi di "apparizioni", in cui la natura e gli individui sono sul punto di diventare materia magmatica e incontrollabile, colpiti dallo stesso processo di decomposizione.

Massimo Campigli. Le Trecce (Due ragazze o Le Gemelle), 1951. Galleria Bottegantica
1951

Massimo Campigli
Le Trecce

Diversi sono gli argomenti, diverse le forme che vivificano e danno sostanza ai dipinti di Massimo Campigli: ma in tutti ricorre un unico tema, la donna. La figura femminile è infatti il suo soggetto prediletto, il suo punto di partenza e di arrivo. In altre parole la sua ossessione.

Fortunato Depero, I sinistrati, 1944-1945 c.
1944-1945 c.

Fortunato Depero
I sinistrati

In questo disegno Fortunato Depero denuncia le difficoltà del popolo italiano e le sue condizioni di vita durante l’ultimo anno di guerra del secondo conflitto mondiale.

De Nittis. Sulla Senna, 1873-1874 circa. Galleria Bottegantica
c. 1873-1874

Giuseppe de Nittis
Sulla Senna

Il precedente illustre di quest’opera è Les demoiselles des bords de la Seine di Gustave Courbet (1856-1857; Parigi, Petit Palais): simile è l’idea delle due ragazze distese nell'erba sulla riva del fiume, sotto gli alberi, con la barca ormeggiata nelle vicinanze, e - soprattutto - simile è la sensazione di riposo e di serenità.

Giacomo Balla. Terracina Motivo per arazzo, 1934. Tempera su carta montata su tela. Galleria Bottegantica
c. 1934

Giacomo Balla
Terracina

Dopo il 1930, e solo in poche occasioni, Giacomo Balla torna a realizzare opere d’impronta futuristica. Terracina è uno degli esempi più importanti e significativi di questa continuità nata e sviluppatasi dopo il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo, firmato insieme a Fortunato Depero nel 1915.

Emilio Vedova. Immagine del tempo, 1959. Galleria Bottegantica
1959

Emilio Vedova
Immagine del tempo

Emilio Vedova ha prodotto arte in risposta agli sconvolgimenti sociali contemporanei, ma la sua posizione politica era contraria a quella dei suoi primi colleghi moderni, i futuristi italiani, che si sono coalizzati come gruppo negli anni precedenti la Prima guerra mondiale.

Giorgio De Chirico. Autoritratto, 1940. Galleria Bottegantica
1940

Giorgio De Chirico
Autoritratto

Quanto è cambiato il pictor optimus Giorgio De Chirico! Eravamo abituati a vederlo, solo pochi anni prima, in fieri travestimenti (l'Odisseo errante, l'oracolo), o felicemente duplicato (con la madre o il fratello Alberto Savinio), o ancora a irradiare allegorie (Fama, Tragedia, Malinconia).