Opere vendute
Una selezione di importanti opere vendute a collezioni pubbliche e private

Sole d'autunno
L’opera Sole d’autunno (le cui variante del titolo sono A Savognino – Vacca al fronte; Vacca bianca; Vacca bianca all’abbeveratoio; La mucca bianca; A Savognino) è realizzata tra la fine del 1886 al 1887, anno in cui si colloca il momento d’avvio della più rappresentava fase della ricerca segantiniana, coincidente con il trasferimento del pittore presso il Cantone dei Grigioni: il maestro Segantini qui vi avvia sperimentazioni tecniche e riflessioni sulla centralità del colore e della luce, costituenti il perno di tutta la sua ricerca artistica nel decennio successivo.

Il Paravento
Balla è inventore, mago profeta: uno dei protagonisti della cultura italiana ed internazionale del '900. Si paragona a Leonardo e Tiziano. Insulta i passatisti alla ribalta del suo tempo. Balla non sa rinunciare alla ricerca anche educata: "L'artista dopo che ha lavorato deve sentirsi stanco, eccitato, qualche volta felice e quasi sempre insoddisfatto".

Il Pastello Bianco (Ritratto di Emiliana Concha de Ossa)
Tra sei «grandissimi ritratti a pastello, tutti di Signore americane»eseguiti nei primi mesi del 1888, Boldini annoverava quella della signorina Emiliana Concha de Ossa, «una giovinetta di 18 anni bella come un amore», la minore delle tre sorelle nipoti del diplomatico e amatore di belle arti cileno Ramón Subercaseaux.

Danzatrice spagnola
La spiccata propensione di Giovanni Boldini per una mobilità quasi estenuante, coniugata con la sensualità delle movenze femminili, vede in questa straordinaria tavola del 1900 uno dei suoi esiti migliori.

Omaggio a Seurat
Capolavoro assoluto, Omaggio a Seurat è realizzato nel 1954 su invito degli organizzatori della mostra Omaggio agli Antichi Maestri tenutasi nello stesso anno presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Sorge l’Idea
Già di collezione Enzo Biagi, questa opera è la rappresentazione più naturale di molteplici formalizzazioni stilistiche.

Paesaggio di Villa Borghese
Giacomo Balla si trasferisce nel 1904 in un monastero situato all’angolo fra via Paisiello e via Nicolò Porpora a Roma, al margine nord est del parco di Villa Borghese.

Un angolo della Piazza della Concordia a Parigi
Dopo il suo rientro a Parigi nel 1873 Giuseppe De Nittis si sente rinato. I boulevard progettati dal barone George Haussmann, le piazze affollate e attraversate da carrozze e cavalli diventano per lui, come per altri artisti d’avanguardia, un universo nel quale sperimentare nuove forme di espressione.

La Grénouillère
Rientrato a Parigi nel 1873, Giuseppe De Nittis abbandona la pittura di costume e inizia a dipingere noti angoli della capitale e dei suoi dintorni.

La voce del ruscello
Capolavoro assoluto della pittura simbolista di Emilio Longoni è la serie di opere raccolte sotto il titolo di La voce del ruscello, tutte eseguite in alta quota, e precisamente sul massiccio del Bernina, tra il 1901 e il 1904, ma indipendenti l’una dall’altra per storia espositiva, mercato e fortuna critica.

Acque basse
Complessa è la natura dello ‘Stil Novo’ che Antonio Mancini inventa. Essa è insita nell’armonia dei suoi colori e nella particolare natura del suo dipingere: armonia rara e sottile, composta da una specifica scelta di toni e da una personale maniera di impiegarli.

Ballerina a riposo
All’universo adolescenziale delle ballerine Angelo Morbelli dedica una serie di tele in cui testimoniano una maturità artistica mai raggiunta prima, specie per l’audace impaginazione e per una nobiltà semplice e naturale di ordine e di atteggiamento.

Penombre
Capita di rado di farsi rapire da un’opera d’arte a prima vista. Questo mi è successo con “Il Bacio”, straordinario capolavoro di Gaetano Previati datato 1889-1892.

Ballerina a la Scala
In Ballerina a La Scala Angelo Morbelli si dimostra un insuperabile maestro della luce e dell’ombra nel ritrarre una timida adolescente avvolta in un pulviscolo atmosferico chiaro e trasparente che aleggia in uno spazio senza tempo, dal sapore classico.

Place Pigalle a Parigi
Il Novecento si apre per Federico Zandomeneghi nel segno della continuità. Il lavoro continua spedito, come mostrano le grandi composizioni e i pastelli compiuti nel corso del primo decennio.

En promenade
Nel gennaio del 1894 Federico Zandomenighi sottoscrive un contratto di esclusiva con Durand-Ruel, bisognoso più che mai di un pittore di figura capace, dopo che Degas e Renoir lo hanno abbandonato per operare in piena autonomia.