Nella pittura dell'800, Volti e luoghi

Volti e luoghi nella pittura dell'800
Volti e luoghi nella pittura dell'800

Galleria Bottegantica, Milano

Sessanta opere di autori quali Emilio Longoni, Giovanni Fattori, Ettore Tito, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi e altri, ripercorrono l’evoluzione del genere del paesaggio e del suo relazionarsi con la ritrattistica coeva, nella pittura del secondo Ottocento e primo Novecento italiano.

Una grande avventura dello sguardo percorre tutta l’arte figurativa italiana del secondo Ottocento. L’artista ‘apre gli occhi’ alla realtà che lo circonda e quel che vede, o quel che immagina, per la prima volta acquista valenza propria e si riempie di significati, così come accade in letteratura. Il paesaggio diventa pertanto paradigma di sensazioni, deposito di memorie, laboratorio dell’immaginazione: diviene “pretesto” dell’anima.

A questo affascinante tema, alle diverse visioni ed interpretazioni della natura, susseguitesi nella pittura italiana del secondo Ottocento, è dedicata la mostra Volti e Luoghi nella pittura dell’800, curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, il nuovo appuntamento espositivo della Galleria Bottegantica di Milano (via Manzoni 45), in programma dal 18 marzo al 14 maggio 2016.

La rassegna vuole essere un omaggio ai generi del ritratto e del paesaggio e alla fortuna ottenuta da entrambi nel corso di tutto il secondo Ottocento italiano. Il tema del ritratto è analizzato in mostra nel senso più esteso, dall’immagine del volto alla figura intera, di gruppo, familiare e non, in situazioni ufficiali, mondane o intime; ma anche del suo relazionarsi con il genere del paesaggio.

Una selezione di 60 opere emblematiche dei principali artisti del tempo – da Emilio Longoni, Giovanni Fattori, Ettore Tito, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Edoardo Tofano, Stefano Bruzzi a Guglielmo e Beppe Ciardi, Ulisse Caputo, Vincenzo Irolli, Egisto Lancerotto, e tanti altri ancora – racconta quel processo di evoluzione che ha portato il ritratto e il paesaggio a emanciparsi fino a divenire generi espressivi dalla forte valenza spirituale, tramiti dell’emotività del soggetto, in un abbraccio definitivo tra natura e stati dell’animo.

Tra i quadri esposti colpisce la seducente intimità di Confidences di Edoardo Tofano; la monumentale composizione di La canefora di Ettore Tito; l’acceso cromatismo dei Pescatori di Telline nella baia di Palermo di Francesco Lojacono; la dolce solarità dell’Arco sulla Laguna di Beppe Ciardi; l’intima eleganza di Chiffons di Ulisse Caputo; il silenzio evocato da Faticando insieme di Stefano Bruzzi o dal Lago glaciale di Emilio Longoni; fino al variopinto Giorno di festa di Egisto Lancerotto.

Pompeo Mariani, Caccia all'anatra alla Zelata
Pompeo Mariani, Caccia all'anatra alla Zelata

 

Volti e Luoghi nella pittura dell’800 propone un inedito viaggio nella geografia di un paesaggio divenuto specchio dell’umana esperienza, fino a toccare – alle soglie del ’900 – le inquietudini della moderna sensibilità.

Milano, febbraio 2016

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