Antonio Mancini, La paglia rotta,  1875
1875

Antonio Mancini
La paglia rotta

Antonio Mancini ha dimostrato fin da giovane un innato gusto per le "belle arti" e un precoce talento naturale, presto considerato un enfant prodigio destinato a un grande futuro. Questa fama anticipata iniziò a formarsi solo quando, ormai adolescente, Mancini arrivò a Napoli, visitando le sue chiese e acquisendo competenze tecniche dallo studio di opere che spaziavano da Caravaggio a Battistello Caracciolo.

De Nittis. Sulla Senna, 1873-1874 circa. Galleria Bottegantica
c. 1873-1874

Giuseppe de Nittis
Sulla Senna

Il precedente illustre di quest’opera è Les demoiselles des bords de la Seine di Gustave Courbet (1856-1857; Parigi, Petit Palais): simile è l’idea delle due ragazze distese nell'erba sulla riva del fiume, sotto gli alberi, con la barca ormeggiata nelle vicinanze, e - soprattutto - simile è la sensazione di riposo e di serenità.

Emilio Vedova. Immagine del tempo, 1959. Galleria Bottegantica
1959

Emilio Vedova
Immagine del tempo

Emilio Vedova ha prodotto arte in risposta agli sconvolgimenti sociali contemporanei, ma la sua posizione politica era contraria a quella dei suoi primi colleghi moderni, i futuristi italiani, che si sono coalizzati come gruppo negli anni precedenti la Prima guerra mondiale.

Domenico Morelli, L'amore degli Angeli, 1892
1892

Domenico Morelli
L'amore degli Angeli

L'opera si colloca nella stagione artistica più matura del maestro napoletano quando, in anni di ascesi simbolista, la sua espressività si evolve in senso moderno e i valori dell'immaginario - che da sempre hanno alimentato la sua arte - si adattano a nuove esperienze, cambiando il suo stile in modo più sciolto e conciso, in direzione dei valori formali del clima moderno del Simbolismo europeo.

Giorgio De Chirico. Autoritratto, 1940. Galleria Bottegantica
1940

Giorgio De Chirico
Autoritratto

Quanto è cambiato il pictor optimus Giorgio De Chirico! Eravamo abituati a vederlo, solo pochi anni prima, in fieri travestimenti (l'Odisseo errante, l'oracolo), o felicemente duplicato (con la madre o il fratello Alberto Savinio), o ancora a irradiare allegorie (Fama, Tragedia, Malinconia).

Rubens Santoro. Canale veneziano. Olio su tela. Galleria Bottegantica
c. 1885

Rubens Santoro
Rio di Ognissanti

Il primo incontro di Rubens Santoro con la città di Venezia risale al 1880, mentre inizia a soggiornarvi solo dal 1884. Il luogo lo affascina e decide subito di cimentarsi con il genere della veduta urbana.